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Sylvia unisce l’Italia e la Finlandia “Il canto di Natale di Sylvia”, tra i canti finlandesi più apprezzati, unisce la Finlandia e l’Italia. Sakari Topelius, l’autore del testo poetico, racconta infatti la storia di una capinera che finisce prigioniera in una gabbia mentre vola in Sicilia. Oltre che dei cipressi e dell’Etna nella poesia si parla della nostalgia e della voglia di libertà dell’uccellino. All'epoca della composizione Topelius viveva in uno stato d’animo mesto e sconsolato. Tentava di affogare la tristezza dedicandosi alla creazione di versi ispirati alla natura e alla libertà. Negli anni 1852-55 apparvero 3 poesie del ciclo Sylvia: oltre al Canto di Natale Mä oksalla ylimmällä (Sul ramo più alto) e Ken raikas sävel sä lienetkin (Chi saresti tu fresca melodia). “Il Canto di Natale di Sylvia” è stato composto da Carl Collan 150 anni fa. È raro sentirlo cantare da un coro misto. L’arrangiamento per il coro Helsingin Laulu è stato realizzato da Säde Rissanen. Le giocose costruzioni ritmiche di Rissanen Säde Rissanen, produttore artistico del disco e arrangiatore del “Canto di Natale di Sylvia” commissionato dall’Helsingin Laulu, afferma di non aver mai sentito il "Canto di Natale di Sylvia" eseguito da un coro misto, e meno ancora di averlo cantato: ”In vita mia ho cantato in molti cori ed ensemble, ma Sylvia non è mai entrata nel repertorio”. Per Rissanen “Il Canto di Natale di Sylvia” è una delle canzoni più belle. ”Era la canzone preferita anche di mia madre. Come canto di Natale è insolito, considerando che in questo toccante brano musicale non si parla affatto del Natale”, sostiene Rissanen. “La più grande difficoltà è stata quella di allontanarsi dalle reminiscenze presenti nella mente di tutti, dall’originale accompagnamento per pianoforte. Sarebbe stato semplice trarne una versione jazz, ma con tutta probabilità non sarebbe diventato un classico”, osserva Säde Rissanen mentre ci racconta che il lavoro non è stato affatto semplice.
Su questo arrangiamento Rissanen gioca con le strutture ritmiche che intelligentemente spezzano il ritmo tradizionale della canzone. Egli lascia che la melodia ed il ritmo alla Bolero suonino in modo indipendente. Il coro è utilizzato come se fosse un’orchestra d’archi - nell’arrangiamento di Rissanen ecco acquista la natura sinfonica di una grande orchestra. Viva l’Italia! Negli ultimi anni il coro Helsingin Laulu si è consolidato come interprete della musica italiana. Nella vita poche cose sono certe quanto l’entusiasmo dell’Helsingin Laulu per l’Italia. Il coro conobbe per caso l’italiano Dino Girardi quando questi studiava in Finlandia. Come segretario culturale di Farra di Soligo nel nord Italia aveva molti contatti. Dal 2001 in poi rapidamente le cose progredirono e l’Helsingin Laulu comprese le proprie possibilità e cominciò a realizzare il progetto Italia. Il progetto Italia è consistito nello studio della letteratura corale italiana e nell’incontro con i compositori italiani contemporanei. Durante il primo viaggio in Italia nel 2001 l’Helsingin Laulu ha ad esempio cantato sotto la direzione di Bepi de Marzi. Nelle visite del coro sono incluse varie forme di scambio e di comprensione delle diverse culture. L’Helsingin Laulu è affiliato con quattro cori italiani. Esso è stato ospitato quattro volte in Italia; in Finlandia sono giunti circa 700 amici italiani. Il disco contiene musica natalizia italiana e finlandese. Nel futuro prossimo il coro intende incidere canti ispirati alla natura e all’amore. Il Direttore del coro Hanna Remes Nel 1800 si verificò un notevole cambiamento nel modo di celebrare il Natale in Finlandia: nelle case apparvero gli alberi di Natale e si diffuse l’uso di offrire dei doni. Oltre ai canti e alle Piae Cantiones si diffusero anche cantici natalizi religiosi e profani. La maggior parte dei canti natalizi finlandesi nacque tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900. Oltre ai canti finlandesi si cantavano anche quelli stranieri. La prima raccolta di nenie natalizie fu redatta da Anna Sarlin nel 1898. L’istruzione pubblica ha avuto grande importanza nella diffusione delle tradizioni natalizie. I canti entrarono a poco a poco nelle case grazie alle feste di Natale organizzate dalle scuole. I temi più ricorrenti sono il paesaggio invernale, i percorsi per andare in chiesa, i lavoretti fatti in casa e i doni che esprimono il messaggio natalizio: lo spirito e la gioia del Natale. La musica italiana ha lasciato un’impronta profonda nella storia della musica. Pochissimi sono i canti natalizi che realmente prescindono da questa tradizione. Di solito sono canti religiosi col testo in lingua latina che inneggiano all’umanità, alla felicità e alla gioia. Nella celebrazione italiana del Natale vengono comunque inclusi canti di altri paesi. Nuovi canti stanno nascendo dalla penna di diversi compositori odierni. Per me i canti di Natale sono un preludio e un annuncio della festa. La lingua musicale e la poesia tessono l’atmosfera e trasmettono il messaggio, il calore e l’armonia del Natale in pieno inverno. Soprattutto la frase “Sia dal povero che dal ricco porta il tuo dolce Natale” dall’intramontabile canto di Sibelius, “En etsi valtaa loistoa”, ci parla della reale essenza del Natale. Il messaggio del Natale è eterno come il linguaggio musicale.
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